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>> 2012-08-08 11:13 mz  
CASINO’: FEDERGIOCO E FIPE SCRIVONO ALLA FORNERO "CRISI INSOSTENIBILE"  
   In una lettera inviata al Ministro del Lavoro Elsa Fornero, al viceministro Michele Martone, e al Ministro per lo sviluppo Economico Corrado Passera, Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) e Federgioco, fanno appello alle istituzioni evidenziando “la grave situazione in cui è venuto a trovarsi il settore delle Case da Gioco, a seguito di una crisi economica senza precedenti, con riflessi molto pesanti sulle stesse, mettendo in difficoltà la sostenibilità del settore”. Non solo però la crisi, che comunque “ha ridotto i consumi generali e quindi anche i clienti dei casinò e la propensione al gioco” ma anche “alcuni provvedimenti legislativi che rendono più difficile l’attività produttiva e penalizzano la capacità di reazione delle nostre aziende”. In particolare “il decreto legge n°201 del 2011 che ha abbassato la soglia di utilizzo del contante a mille euro. Una misura antiriclaggio che si è trasformata in un vantaggio competitivo dei casinò oltre confine di Austria, Francia, Slovenia Svizzera. Tutto ciò mentre da anni lo stesso Stato promuove direttamente o indirettamente il diffondersi delle slot machine e di nuove modalità di gioco come il poker cash, i casinò online, le lotterie istantanee e in ultimo le cosiddette videolottery. Attività il cui confine con il gioco d’azzardo vietato dalla legge è molto labile e talvolta inesistente. Le conseguenze logiche e fattuali – prosegue la lettera – non hanno tardato ad arrivare: il Casinò municipale di Campione d’Italia, principale datore di lavoro per i campionesi, lo scorso luglio ha dichiarato lo stato di crisi e annunciato circa 200 esuberi, pari ad un terzo del personale dell’azienda”. Forte dunque “la preoccupazione che lo stato di crisi del settore possa mettere a rischio la sopravvivenza delle stesse Case da Gioco e il mantenimento del livello occupazionale dei circa 3.000 lavoratori”. Fipe e Federgioco chiedono perciò la convocazione delle parti “al fine di avviare il confronto che deve vedere partecipi anche le organizzazioni sindacali, volto ad individuare strumenti idonei a sostenere i necessari processi di ristrutturazione, nonché strumenti idonei a salvaguardare sul mercato le potenzialità competitive dei casinò italiani”.

 

 
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