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>> 2012-07-12 09:10 vc  
BUTTI, INTERVENIRE SU CASINO’ CAMPIONE  
   Occorrono "urgenti misure di intervento economico straordinarie atte ad accompagnare il superamento della situazione attuale, nonché avviare di concerto con il Ministro dell’interno una modifica della normativa vigente di cui ai commi 37 e 38 dell’art. 31 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, che favorisca la costituzione di una società di gestione della casa da gioco nella quale il Comune di Campione d’Italia sia socio unico, come disposto per i Comuni di San Remo e Venezia, considerato che sia le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Como e di Lecco che la Provincia di Lecco hanno già manifestato la decisione di uscire dall’azionariato della società e la Provincia di Varese non è mai entrata nella compagine sociale". A chiederlo è un’interrogazione del senatore Alessio Butti (Pdl), il quale so llecita anche "un’ipotesi di zona fiscale specifica, nel rispetto della normativa propria del diritto comunitario e delle normative italiane vigenti, alla luce della peculiare condizione di exclave del Comune di Campione d’Italia" e un intervento "in ordine allo sfavorevole cambio euro/franco svizzero, che tanto sta penalizzando i contribuenti campione". Nella sua interrogazione Butti sottolinea che "a fronte di assegnazioni da federalismo fiscale attribuite all’ente pari a 1.240.000 euro per l’anno 2010, 1.190.000 euro per l’anno 2011 e 822.000 euro per l’anno 2012, i contribuenti campionesi hanno versato allo Stato per imposte sul reddito (IRPEF) importi crescenti che hanno raggiunto la cifra di 20.466.000 euro nel 2010; a tali importi si devono aggiungere le imposte versate da enti commerciali e non commerciali situati a Campione d’Italia e quanto pagato annualmente dalla Casa da gioco a titolo di imposta sugli intratte nimenti (ISI) pari a circa 7.000.000 di euro e 500.000 di euro quale tassa di concessione sui giochi d’azzardo. La società di gestione della Casa da gioco campionese (al cui capitale sociale attualmente partecipano i seguenti soggetti: 46 per cento il Comune di Campione d’Italia, 20 per cento la Provincia di Como, 10 per cento la Provincia di Lecco, 14 per cento la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Como e 10 per cento la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Lecco) sta vivendo una difficilissima situazione economica provocata dal deterioramento del rapporto di cambio tra euro e franco svizzero, dalle decisioni adottate dal legislatore in materia di concessioni di nuovi giochi legalizzati sul territorio italiano che hanno comportato una forte diminuzione degli introiti di gioco e dalla concorrenza dei 3 casinò svizzeri (Mendrisio, Lugano e Locarno) situati in un raggio di pochi chilometri che attingono da llo stesso bacino di clientela italiana e nelle cui sale da gioco non vigono le restrittive disposizioni italiane in materia di identificazione e verifica dell’identità di ogni cliente che acquisti o cambi fiches di importo pari o superiore a 1.000 euro. Il Consiglio di amministrazione della casa da gioco sarà prossimamente obbligato a proclamare lo stato di crisi dell’azienda prevedendo un consistente esubero di lavoratori (i dipendenti al 31 dicembre 2011 erano 575) le cui conseguenze si ripercuoteranno sulle famiglie che vivono nel territorio dell’exclave o nei viciniori comuni ticinesi o nelle province di Como, Lecco e Varese".

 

 
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