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GIOCHI, NEL 2012 MERCATO A 85,7 MILIARDI
Il mercato dei giochi nel 2012 cresce in termini di raccolta, ma calano sia la spesa effettiva dei giocatori, sia il gettito erariale. Secondo le elaborazioni Agicos basate su dati Aams e valori forniti dagli operatori, la raccolta - ovvero la somma delle giocate - cresce del 7% (dai 79,9 miliardi del 2011, agli attuali 85,7 circa). Chiudono in positivo però solo due segmenti. Gli apparecchi da intrattenimento crescono del 6% (47,6 miliardi, ma il dato può subire alcune oscillazioni). In forte crescita i nuovi giochi online, poker cash e casino games (da 6,2 a 12,5 miliardi). Questi prodotti, tuttavia, sono stati lanciati solo nel luglio 2011, il termine di paragone quindi è costituito da 5 mesi e mezzo. Gli altri giochi invece accusano contrazioni, in alcuni casi (come per i giochi a base ippica e i giochi numerici a totalizzatore) nell’ordine del 25-30%. Il poker a torneo perde addirittura il 45% a causa della concorrenza del cash. Cala del 4% circa la spesa effettiva dei giocatori (ovvero le giocate al netto delle vincite): da 18,4 a 17,7 miliardi. In contrazione anche il gettito erariale (da 8,7 a 8,2 miliardi circa, con una contrazione del 5,7%), a causa del crescente peso che hanno acquisito videolottery, poker cash e casinò games: i prodotti che restituiscono le percentuali più elevate di vincite. In termini assoluti, la regione in cui si è giocato di più è la Lombardia (15,9 miliardi), seguita da Lazio e Campania (rispettivamente 9,8 e 8,4 miliardi). Quelle in cui si è giocato di meno Valle d’Aosta e Molise (171 e 472 milioni). Per spesa procapite - considerando l’intera popolazione italiana - è l’Abruzzo la regione in cui si gioca maggiormente (1.756 euro a abitante), la Basilicata quella in cui si gioca di meno (1.060 euro). La media nazionale è di 1.417 euro. contro i circa 1.325 euro del 2011. Se si considera la spesa al netto delle vincite, si passa dai 293 euro di un anno fa, ai circa 305 di questo esercizio. I dati regionali evidenziano anche un altro fenomeno: nel Sud Italia alcuni prodotti (come scommesse sia ippiche che sportive, e gli apparecchi da intrattenimento) mostrano performance sensibilmente al di sotto della media nazionale, segno della concorrenza del mercato illegale. |
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